Considerazioni sulla pandemia Covid-19

Ancora è presto per comprendere la crisi mondiale che ci sta colpendo, la marea di informazioni che riceviamo quotidianamente, quasi minuto per minuto, sono incomplete, poco affidabili a volte contradittorie. Tuttavia ci sono alcuni punti che si stanno chiaramente delineando:

  1. L’imprevedibilità della storia. Abbiamo letto migliaia di libri, saggi, articoli ed ascoltato filosofi, storici, giornalisti, saggisti, che ci hanno prospettato vari, a volte contrastanti scenari del futuro. Nessuno, mi sembra, aveva previsto l’entità della catastrofe che stiamo vivendo. Persino il celebrato storico Yuval Noah Harari, autore di bestseller con milioni di copie vendite, aveva sentenziato la fine delle grandi epidemie grazie all’avvento dell’igiene, gli antibiotici, le vaccinazioni. Invece eccoci a far fronte ad una pandemia di dimensioni impensabili.
  2. I limiti delle globalizzazione. Avevamo insieme già discusso lungamente dei danni provocato della globalizzazione finanziaria, che ha consentito a sempre meno miliardari di spostare rapidamente i loro patrimoni in giro per il mondo, arricchendosi sempre di più a scapito del resto della popolazione mondiale, soprattutto la classe media dei paesi avanzati. Ma non avevamo previsto una catastrofe di questa entità causata dalla libera circolazione delle persone. E’ vero, anche nel Trecento ci fu la pandemia della peste nera. Si era diffusa dalla Mongolia, poi alla Cina, alla Siria, alla Turchia, da lì alla Sicilia e poi in tutta l’Europa, decimandone la popolazione. Ma ci mise quattro anni. Noi siamo solo al quarto mese della pandemia, ed ormai è già un disastro mondiale. Una accelerazione dovuta ai passeggeri di migliaia di aerei in continuo frenetico spostamento da un paese all’altro, da un continente all’altro. Una frenesia che si è arrestata di colpo.
  3. I limiti della tecnologia. Viviamo nell’era dell’intelligenza artificiale, delle biotecnologie, dei satelliti che osservano continuamente la terra dallo spazio, della connessione globale. Ma queste tecnologie avanzatissime nulla hanno potuto per fermare l’avanzare della pandemia (con eccezione della Cina e dalla Corea del Sud). In Europa siamo dovuti a tornare ad una tecnica primitiva e rozza, che risale al Seicento: la quarantena, ossia tenere le persone chiuse in casa.
  4. Il colpo di coda della selezione naturale. Il virus che causa la pandemia Covid-19 colpisce soprattutto le persone deboli, malate, gli anziani. Mi sembra un ritorno inaspettato delle leggi di selezione degli esseri viventi nelle condizioni di vita selvatica studiate da Charles Darwin, leggi che l’essere umano pensava di avere definitivamente superato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *